La catena della legalità nasce dal territorio

06 Agosto 2020


Sono pugliesi, ma di province diverse.

Uno ha già sei anni, l’altro sta per nascere.

Hanno la consapevolezza che le “cose” non sono buone o cattive, dipende dall’uso che ne fai.

Sono i progetti Masseria didattica “Canali” e Faro di Comunità: entrambi valorizzano i tesori del proprio territorio per migliorare la vita di molti.

Il primo è nato a Mesagne, per insegnare ai giovani come rispettare, conoscere e valorizzare i tesori che offre il proprio territorio. Gestita dalla Cooperativa Terre di Puglia, la Masseria didattica “Canali” è nata nel 2010 grazie ad un finanziamento del PON Sicurezza. La ristrutturazione ha trasformato un bene confiscato in una risorsa di sviluppo e riscatto sociale per minori a rischio devianza o inseriti nel circuito penale, ex detenuti, condannati ammessi a misure alternative alla detenzione, donne vittime di tratta o di sfruttamento.

Il progetto prevede diverse attività: percorsi di inserimento lavorativo, con affiancamento e orientamento a lavoro, per chi ha l’età giusta per farlo; percorsi di prevenzione secondaria e di risocializzazione, invece, per i minori. In parallelo laboratori didattici per i ragazzi e le scuole, per approfondire “sul campo” e “nei campi” quanta ricchezza offre il loro territorio. Una sfida ambiziosa: coinvolgere soggetti svantaggiati con esperienze e vissuti difficili e, allo stesso tempo, la collettività in generale, soprattutto gli studenti, per far sperimentare ad entrambi, comportamenti responsabili e legali, nel rispetto delle radici culturali locali e dell’ambiente. A distanza di 6 anni la Masseria Canali continua la sua opera di supporto e formazione, un’esperienza di successo che non può restare un caso isolato.

E così che a Lecce si sta lavorando per costruire una nuova esperienza di rinascita nella legalità, partendo da un altro tesoro della Puglia: il mare. Un immobile e un terreno confiscati alla criminalità organizzata stanno per diventare un luogo di attività ricreative e culturali finalizzate alla promozione degli sport acquatici.

Faro di comunità, questo è il nome del progetto, si propone di diventare un centro di aggregazione giovanile da costruire in sinergia con le associazioni sportive ed ambientaliste del territorio e la comunità locale. Un punto di aggregazione che attiri i giovani del territorio prevenendo fenomeni di disagio e favorendo, allo stesso tempo, il senso di appartenenza al litorale leccese.

Il progetto, ammesso a finanziamento dal PON Legalità per un valore complessivo di oltre 740 mila euro arricchirà la schiera dei fari che indicano ai giovani la rotta verso il porto della legalità. Queste due esperienze sono figlie di PON diversi, ma insieme a tante altre attività realizzate negli scorsi anni, o in via di attuazione, rappresentano le maglie di una stessa catena che unisce saldamente il territorio alla legalità.


06 Agosto 2020

torna all'inizio del contenuto