Un’altra vita per le donne vittime di violenza e per i beni confiscati alle mafie

14 Aprile 2021


Una bambina e un bambino tagliano insieme un nastro. È con questa immagine che simboleggia un futuro privo di disparità e violenze di genere che è stata avviata l’attività del Centro Antiviolenza “Titina Cioffi”, un’iniziativa del Comune di Cerignola, finanziata nell’ambito dell’Asse 3 del PON Legalità, attraverso il progetto “Un’altra vita”.

Destinato a essere luogo di ascolto e di accoglienza per donne vittime di violenza, sole o madri con figli minori, il Centro sorge all’interno di immobili confiscati alla criminalità organizzata che, grazie all’intervento del Comune e del PON, tornano alla comunità locale attraverso un importante ri-utilizzo sociale e ad interventi di recupero funzionale e di riqualificazione.

La violenza contro le donne può assumere forme non solo fisiche, ma anche psicologiche. Per questa ragione il Centro di Cerignola offre, gratuitamente e nel pieno rispetto dell’anonimato, accoglienza, ma anche servizi di ascolto, informazione, consulenza legale e supporto psicologico.

Il Centro “Titina Cioffi”, in memoria di un’insegnante della scuola dell’infanzia vittima di femminicidio, è gestito dalla Cooperativa sociale Ferrante Aporti di Brindisi e offre assistenza per i Comuni di Cerignola, Ortanova, Carapelle, Ordona, Stornara e Stornarella.

Un luogo nel quale le donne possano essere aiutate e comprese. Un punto di partenza per avviare percorsi nuovi di speranza e autonomia.


14 Aprile 2021

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